S.O.S TATA - La famiglia Razzauti (stagione 5)
Mi chiamo Yel, ho 39 anni.
[Musica]
Sono sposata con Ruggero da 13 anni.
Mi chiamo Ruggero, ho 39 anni.
[Musica]
Ho due bambine, una Rachele di 11 anni,
Emma che ne ha quasi tre.
Rachele è una bambina molto operattiva,
frequenta tre corsi di danza.
Non sta ferma un attimo,
[Musica]
non porta rispetto.
Fai apposta, rompimio,
smetti con le mani, smetti,
smetti.
Che bio c'hai con le mani sempre alzate.
Ma veramente sei sempre alzata sempre a
tocca tutti.
Ma io ti faccio una carezza. carezza
anch'io. La tua è una carezzaccia, non
una carezza.
Eh,
noi glielo diciamo da tanto di non fare
la scema, di non fare la stupida,
perché ormai ha 11 anni, insomma, è una
ragazzina.
C'è anche la crostata.
[Musica]
Poi Rachelle gli piace truccarsi, ma
sinceramente 11 anni non è ancora l'età
per truccarsi.
[Musica]
Cambiati e succati.
Si veste sempre di colori che non stanno
bene. Come ti sei vestita?
Bene così.
È tutto un litigare.
Ma t'ho detto jeanse. T' ho detto la
gonnella.
È la gonnella. Beh, è la gonnella sempre
di jeans.
No, è corta. Vai. Ti
puoi levare.
Sì. Esco. Ciao.
Anche Emma fa dei capricci. Sempre in
collo si può stare. No, sempre in collo
no. Va bene. Ecco. Su.
Mamma
[Musica]
fare
è sempre stata una bimbina tranquilla e
buona. Adesso sta prendendo esempio da
sua sorella.
[Musica]
Non vuole venire a tavola.
Mangi Emma?
[Musica]
Io mi aspetto dalla tata che
dia delle regole più che alte a Rachele,
ma anche a noi che ne abbiamo bisogno.
Grazie, è arrivata una nuova richiesta
d'aiuto. Guardiamola insieme.
Sono Ruggero, ho due bambine, una di 11
anni e mezzo e una di quasi 3 anni. E vi
vi prego di darmi una mano perché
Rachele è la più grande, non ci rende la
vita per niente facile. Noi non ce la
facciamo veramente più. L'appello di un
papà non ci capita spesso. Che ne dite,
tante?
Dico che questo papà è decisamente in
difficoltà, ma ha tanta voglia di
cambiare la situazione. Sì, ma credo che
gli stiano sfuggendo delle cose molto
molto importanti.
Adriana, credo che tu ti sia già fatta
delle idee. La missione è tua.
Grazie della fiducia, Lucia. Ci vediamo
fra una settimana. Allora,
[Musica]
[Musica]
[Musica]
Emma,
ascolta babbo, quando arriva la tata
cosa fai te?
Ato qui per te.
[Musica]
Ale sta arrivando la tape. Eh, pronta.
Eh,
eccola.
Sì. Chi è?
Sono Tata Adriana.
Prego, venga.
Eccola. Eh,
sta arrivando.
Buongiorno.
Leggero. Piacere. Adriana,
permesso. Grazie. Buongiorno.
Ciao Rachele. Mi dai un bacino? Ciao.
Ciao.
E tu sei Emma? Sì.
Ciao. Vieni qua. Muah.
Yael. Giusto.
Ciao.
Piacere Adriana.
Allora, io adesso mi metto in un angolo
e vi osservo, quindi voi fate finta che
io non ci sia. Ok.
Mi accomodo lì.
Emma, puoi giocare con babbo? Eh,
guardiamo un po' questa scatola.
Inizio la mia osservazione.
Voglio andare a danza qui.
La mamma si prepara con Rachele per
portarla ai suoi corsi di danza.
Addirittura ne ha tre, un po' troppo.
Per una bambina di 11 anni.
Si va a danza.
Sì.
Ciao,
ci vediamo più tardi.
Ciao
Il papà invece rimane in casa con Emma.
[Musica]
Tutto il tempo il papà è attaccato alla
bambina, ma non per stimolare la sua
curiosità, la sua fantasia, ma ogni
volta, addirittura, che la bambina
chiede qualcosa, il papà risponde con
un'altra domanda.
Mamma, aspetta,
dove va? Questo
è rosso.
È rosso? Sì. E poi ripetto
e poi la rimetti.
Sì. Forte.
Forte.
Sì.
La bambina ha già 3 anni, parla anche
poco, non riesce a articolare le parole.
Addirittura il papà dice "Ma non ti
capisco
No, non ho capito."
Ah, guarda, ha detto
come
papo.
Non ho capito nulla.
Eh, il sole
come
e poi ha sempre il ciuccio in bocca.
Levati, levati il ciuccio, così si
capisce. Io mi chiedo questo ciuccio,
cioè a cosa serve?
Ma ti sei messa la gelatina? Allora
lavateli, tanto fa caldo e te le fa
asciugare così. Sì,
sì, sì, è meglio.
A un certo punto Rachele in bagno che si
sta lavando ed Emma entra in bagno,
scivola, sbatte la testa e piange.
Terra tutto bagnato.
Ti ho mandato io ero che l'è cascata.
Te lo immaginavi. C'era pantana tre
volte a pantano.
[Musica]
Quello che mi ha colpito era vedere la
madre così arrabbiata con Rachele.
Allora ti comporti la bambina stupida.
Sei grande ora. Lo dovresti sapere se
uno scivola tutto bagnato in te. Se non
uscissi tutta colante forse non
succederebbe
tutte le volte.
No, anche perché hai vizio di lasciare
la doccia un po' aperta e l'acqua esce
fuori.
Perché soffro di castrofobia.
Tanto è sopra è aperto, eh. Non è
eh cap devi stare anche a te che tutte
le volte e questo sistema qui.
Comunque quando era venuta scivolata non
è colpa mia. Non ho detto
sì. Se non c'era tutta l'acqua in terra
non succedeva una cosa del genere, però
eh
doccia.
Come doccia?
Vuoi fa la doccia anche te? Sì,
Emma è piccola, però già da piccoli
bisogna imparare che le porte chiuse
vanno rispettate. Rachele si è beccata
la sgridata dalla mamma ingiustamente.
Su, fa un po' di fta. Ah,
mamma!
Ogni volta che i genitori parlano con
Rachele, lei fa delle facce molto
scocciate. Forse è un modo per attirare
la loro attenzione.
Volete?
Emma Emma
ascoltami un pochino
volete
dale un po' di considerazione ci sta
qui.
[Musica]
Rachele mangia a tavola. Eh ma le si dà
il latte non ha regole, può far quello
che vuole. I genitori mi hanno chiamata
dicendo che avevano dei problemi con
Rachele. Secondo me il problema
principale non è Rachele, ma è Emma.
[Musica]
Emma si addormenta con il papà sul
lettone davanti alla TV accesa.
Notte.
Sì.
Emma un sacco di privilegi che Rachele
non ha. Non c'è nessuna coccola della
buonanotte, nessuna favola. I genitori
vorrebbero vedere Rachele grande e lei
non lo è. È una bambina grande, ma è
sempre una bambina.
[Musica]
Sì,
cosa fai?
Mi sta truccando
la sporca e tutta l'aria. No, mamma, in
caso ripulisco
sporco.
Rachele è una bambina estrosa, però vedo
davanti a me una bambina che sta
veramente bruciando le tappe, trucco,
vestiti un po' apparescenti, proprio
anche il modo in cui i genitori si
relazionano con lei. Da un lato è
normale, dall'altro io vedo veramente
una bambina che sta ricercando
l'attenzione dei genitori.
Pennini,
se Rachele la vedo grande per l'età che
ha, eh, ma la vedo troppo piccola.
L'idea che mi sono fatta è che Rachele
passa inosservata, la mamma sorride
poco, il papà si rivolge poco a lei.
[Musica]
Rachele è una bambina invisibile.
Allora, quale si fa che ha le
[Musica]
deciso o no?
Questa
e allora non sento niente io.
Me leggo dentro di me allora come se non
ci fossi.
[Musica]
Guardi
Sì, perché rompi
cosa rompo per dirti di fare le No,
veramente sto zitta come no?
No, te lo dico.
Vai di là.
Può sta da sola? Può stare da sola. Amma
mi fai far leggere una?
Rachele è autonoma nel compito, anche
perché la presenza della mamma non fa
altro che mettere stress.
Sto leggendo sottovoce. E vabbè, se son
qui mi partecipa anche a me. Non ho
capito.
Fare il compito con un figlio non è
stare lì per forza attaccato al figlio,
è proprio parlare di questo compito.
[Musica]
Fatto. Da oggi si parte a farne una,
domani due. Ora ne può fare anche
un'altra. Cosa se ci vuole?
Sì, ma non ho tanta vocai.
Ho detto che si usciva.
Eh, fra pochino, però. Eh,
andiamo.
Il papà decide di uscire
e si va al parco.
Emma va nel passeggino pur essendo una
bambina che gira benissimo sulle sue
gambe.
Anche qui ha 3 anni ed è trattata come
una ancor più piccola.
No, forza.
Ti slego subito. Vieniamo.
[Musica]
Vai su
da sola. Vai su.
Emma è estremamente ovattata più che
coccolata. Non la stanno preparando per
il mondo vero.
Vai,
andiamo un po'.
No,
vai amudino, eh, senza piangere. Ok. C'è
anche la già le eh sei stanca, eh.
La mia osservazione è finita. È arrivato
il momento di parlare con i genitori.
[Musica]
Yael è Ruggero. Quando sono venuta in
questa famiglia mi aspettavo di vedere
un bel po' di caos e invece mi trovo con
delle situazioni veramente diverse. La
casa è perfetta, le bambine sono
perfette, però a mio avviso una è troppo
grande e l'altra è troppo piccola.
Raelle,
sì.
Cosa fai?
Mi sta truccando.
Bisogna cambiare il metodo educativo. A
me sembra che voi Rachele non la state
guardando. Qui viene considerata
soltanto Emma. Il danno che provoca
questo eccessivo amore può essere anche
irreversibile, perché ricordate che oggi
vedete due bambine che domani saranno
due donne.
Rachele mi emoziona. Lei è come se
girasse con una bandieriuola che dice:
"Guardatemi, io sono qui e voi non la
guardate, non la considerate. Tutto
quello che fa lei è sbagliato, è fatto
male."
Allora ti comporti la bambina stupida,
sei grande. Ora lo dovresti sapere che
uno scivola con tutto bagnato in te. Se
non uscissi tutta colante forse non
succederebbe. Rachele non fa altro che
farsi vedere, farsi notare. Questo lo
sta facendo con i vestiti, con i
trucchi, col fatto che fa tre corsi
diversi di danza alla settimana. E
questo può essere uno dei motivi per
cui, come dite voi, lei è sempre
scattante la danza. Qui un'altra cosa
che fa Rachele, che a me ha molto
colpito e mi è dispiaciuto tantissimo è
il fatto che lei va su internet da sola.
Sì, internet è veramente come tenere
aperta la porta di casa. Entra chiunque.
Con chita Rachele? Voi conoscete i nomi?
No, quello no. Cioè, ci fidiamo di
quello che dice lei che chatta con le
sue amiche che ha qui anche nelle
vicinanze.
Non è solo lei che contatta qualcuno, ma
qualcuno che può contattare lei e questo
è pericolosissimo. Va controllato, è
limitato, soprattutto limitato.
Ok.
Il problema più grave in questa famiglia
è Emma, non è Rachele. Contrario a
quello che pensate. Emma ha dei
privilegi che non ha Rachele. Si
addormenta nel lettone con Rugero con la
TV accesa.
Matiele si va a letto, lei si arrangia
da sola e per addormentarsi però accende
la televisione. Notte.
Senti la luce.
Sì. Emma non mangia a tavola con voi e
questo è dell'etereo perché voi siete
una famiglia.
E noi sai non è quella lì.
Quindi la pappa, la nanna, il
passeggino, una bambina di 3 anni ha
diritto di correre, di camminare. Non ti
devo legare in un passeggino per avere
il controllo su di te. No,
forza.
Vai su
ti slego subito. Vieni
sei bellissima e hai questi occhi
luminosi. Ma io non ti vedo sorridere.
Non credo che ti manchi il sorriso
dentro. Ma lo trattieni. Io vorrei
vedere una faccia più serena.
Tu dici che Rachele è una bambina
isterica, una bambina ansiosa, una
bambina qua, una bambina di là,
ma quella che ha l'ansia poi sei tu. Non
farle sentire le tue ansie e poi vedi in
lei cose che non ci sono.
Rilassiamoci un attimo, trasmettiamo
anche tranquillità, pace, no?
Allora, queste sono parole un po' dure,
ma il mio intento è proprio quello di
aiutarvi e quindi da domani lavoreremo
insieme. Qualsiasi cosa io sarò lì con
voi, vi farò notare tutto, quindi
preparatevi.
Però io non faccio altro che mettervi in
piedi. Il resto lo dovete fare voi.
Siete pronti per affrontare il viaggio?
Bene, da domani la vita cambia, ci
saranno nuove regole in questa casa.
Ok.
Sì.
[Musica]
La cosa che mi ha lasciato più stupita,
delle cose che mi ha detto la tata è il
fatto che tenevamo, diciamo, troppo in
una campana di vetro la bambina più
piccola e trascoravamo, diciamo, la più
grande.
Praticamente c'aveva più problemi Emma
di Rachele. Sinceramente non pensavo,
eh. Invece anche Emma ce ne ha tanti e
Raachele molti meno.
[Musica]
È arrivato il momento di cambiare le
regole.
Oggi ho per voi delle regole. Rachelle,
leggila prima.
Il computer si usa un'ora al giorno e
non si chatta.
Va bene. M Ok. Poi, e amma, questa è per
te. Si mangia insieme ai genitori e alla
sorella Rachele. Ok. Uh, non si esce con
il passeggini.
Emma, ancora per te? Guarda questa
faccina qua. È ora di camminare. Va
bene. Ok, vediamo.
Si dorme nel proprio lettino nella
propria camera. E per Emma.
Emma, quante regole per Emma? Chissà se
c'è qualche regola anche per Rachele.
Niente trucco,
non hai mica bisogno. Assolutamente zero
trucco. Ce la fai, eh? Chissà questa.
Sono corte di danza alla settimana.
Mi raccomando, pensaci perché due vanno
eliminate. Ti voglio vedere fare altre
cose.
Ok.
[Musica]
Abbigliamento datto alla tua età.
C'è tempo per i top per le altre cosine,
fidati. C'è tanto tempo.
Ognuno vive la sua età, secondo me, per
tutti.
E tu vivi la tua età?
M insomma,
m ogni tanto forse ti senti un po' più
grande di quello che sei. Emma, secondo
te vive la sua età? La facciamo un po'
crescere, Emma?
Io
Sì.
Ah, bene. Adesso andiamo tutti insieme
ad attaccare le regole. Al mio via, eh?
3 2 1 e via!
[Musica]
Ecco qui.
Brava.
[Musica]
Penso che la regola più difficile sarà
la messa a letto di Emma in camerina sua
e Rachele senza televisione.
La regola più dura che mi ha dato la
tata è stata ehm un solo corso di danza
a settimana perché a me eh io faccio
coreografo moderno e classico e
piacciono tutti e tre soltanto. E quando
mi ha detto di fare solo un corso, ho
lasciato perdere il coreografo e mi sono
basata più su classico e moderno che
quest'anno i balletti mi sono piaciuti
piaciuti di più quelli di moderno, però
se classico aspettavo tanto di andare
sulle punte, sicché poi l'ultimo ho
deciso ho deciso classico.
Ah,
che bella cameretta!
Grazie! Che bell'armadio! Cosa c'è
dentro quell'armadio?
Vestiti.
Eh, cosa dice una delle regole? Ti
ricordi?
Eh, allora, di vestirmi da la mia età.
Esatto. Quindi adesso facciamo un lavoro
di pulizia.
No, questa è bell. Ma perché non è
andata vicino. Vediamo.
No,
dai. Raale,
c'è bellina ghiaopardata. Sì, bello.
Ma quanta roba hai!
Questo cos'è? Un vestitino bianco.
Io te lo lascerei per il mare. Anche
questa, magari con una t-shirt sotto.
Beh, questa te la lascio, dai. Sì. Ok.
Questi
a me piacciono.
[Musica]
Ma superato 10 anni.
Sta bene a te.
Questo cos'è? Un fazzoletto?
No, è una magliettina. Tra
altri 10 anni.
Rachele.
Niente di questo è brutto. Non lo sto
buttando via perché non mi piace, perché
lo trovo brutto, però non lo vedo adatto
a te. Va bene. Allora, adesso ti tocca
rimettere alcune cose nell'armadio e un
altre in un bel sacco giallo.
Però mi fai un sorriso. Dai, va bene.
Ruggero, perché non provi a coinvolgerla
in un gioco un po' più creativo? Visto
che si sta per mangiare la pasta? Prendi
la manciata dei maccheroni e falli
riempire un vasetto, cioè travasare i
maccheroni da un vasetto all'altro o
fare una collana con i maccheroni. Dai,
prova.
Emma, mettiamo un po' di pasta su così.
Va bene. Su, vai.
Bravissima.
No.
Chi sta buttando tutto per terra?
Emma.
Emma. E chi lo raccoglie?
Emma.
Emma.
Insieme o da sola?
Insieme. Però è importante che lo
faccia.
Insieme a mamma. Su, le mettiamo tutti
dentro.
Vieni. Emma.
Forza. Via. Merino ciamo.
Mettiamoli così da uno io, uno tu. Vai.
Aiutami,
guarda. Così. Dai, insieme facciamo
prima.
No,
Emma, per piacere.
Aiutami. No.
Sì.
No.
Guarda, ora mi aiuti.
No.
Sì.
No.
Dai, Emma. Lael, ignorala.
Basta.
Però Yael, tu questo non lo raccogli,
sarà lei a farlo.
[Musica]
Yil, i capricci sono normali, però non
cedere.
[Musica]
[Musica]
Questo è un momento in cui potrebbe
usare il ciuccio, così si calma, si
autoconsola. Quello che non voglio
vedere è il ciuccio quando non è
arrabbiata. Vieni dociuco.
[Musica]
Si mangia tutti insieme, d'accordo.
Non deve essere d'accordo o meno. Si
mangia tutti insieme, basta.
Dove ti metti? Vuoi mangiare anche tieni
la sedia?
Buon appetito a tutti quanti.
Grazie.
Ho capito.
Come? L'ho capito.
Parmigiano ora.
Emma
che grosso.
Emma
è buona la pasta? Eh? Diglielo a tua
moglie.
Eh, ci siamo già capiti. Ah, ok. Mi
raccomando.
Chiarissima.
Ok.
G sposini non siete tanto giovani, però
alla prova.
[Musica]
Allora Yael, ti vedo ancora un po'
impacciata con Rachele e vedo anche lei
un po' resistente. Quello che ti sto per
chiedere sarà effettivamente un primo
passo verso la costruzione di un
rapporto solido. Vorrei vedere più
affettività, più fisicità. sguardi un
pochino più dolci e per questo Jael io
vorrei metterti alla prova. Vorrei che
tu passassi del tempo con Rachele
facendo un'attività completamente
diversa dalla danza. Ho organizzato per
voi un laboratorio creativo dove farete
un dipinto a quattro mani. Quindi la tua
prova è quella di stare con lei, gli fai
vedere veramente quello che provi per
lei, che io so che è tanto. Te la senti?
Sì.
Sei pronta?
Va bene. Io non sarò lì con te, però
sarò vicino e ti guarderò. Se vedo che
ti trovi in difficoltà, io verrò in tuo
aiuto.
Va bene.
Ok, buona fortuna. Allora, mi
raccomando, eh.
Va bene.
Rachele, ti devo dire una cosa. Dimmi,
sediamoci. Volevo sapere cosa ne pensi
se andiamo in un laboratorio e facciamo
un dipinto a quattro mani e te, sei
contenta?
Sei contenta o no? Andiamo.
[Musica]
Vai insieme.
Via. Cosa facciamo?
Qualcosa di attivo, sai? Acceso.
Una stanza facciamo.
Sì.
Allora, Yel, facciamo una cosa. Io
adesso ti faccio un po' da specchio,
così puoi vedere veramente come sei e
dopo ti voglio far vedere invece come si
fa.
Va bene.
Va bene.
Allora, Yael, questa sei tu. Rachele,
cosa facciamo?
Allora, devi tagliare le cose e
attaccarle qua. Io per ora ho finito di
attaccare la scrivania, il lettino e
l'armadio.
Va bene, ritaglio questi, quindi
Sì, sì.
[Musica]
Dove lo mettiamo?
Allora, prima bisogna mettere la colla.
Va bene.
Ritaglio un altro.
Sì,
così va bene?
Sì.
Yeli, io non sono molto soddisfatta di
com'è andata la tua prova con Rachele.
Sono costretta a darti un quattro e solo
poi perché ti ho visto impegnarti verso
la fine dopo il mio intervento. Hai
recuperato un pochino, ma sei ancora
bloccata, hai ancora tanto da lavorare
con Rachele perché mano lei crescerà, le
vostre strade si divideranno. Solo che
se partite già lontane sarà sempre più
difficile congiungervi alla fine. Cosa
ne pensi? So che sono parole un po'
toste, però veramente te le voglio dire
con il cuore,
no? E penso che hai ragione, però
siccome è tanto tempo che noi siamo
così, penso che ci vorrà del tempo per
riunirci.
Questo senz'altro,
eh. E anche per me è difficile ora
perché lei m'ha sempre scansato, come se
mi avvicinavo mi scansava e ora piano
piano penso che recupereremo il tempo
che abbiamo perso.
Tu ricordati che il rapporto tra un
genitore e un figlio non è automatico, è
un rapporto che va conquistato.
Ma ce la farai
sicuramente.
Dai, con impegno.
Sì.
[Musica]
Contiamo quanti ci sono. 1 2 3 4
5 6 7 8
[Musica]
Rogero, vieni un attimo.
Tu mi vorrai strozzare alla fine della
settimana, eh? Ma io te lo devo dire.
La senti piangere? Ignorala. Non
distogliere la tua attenzione da Rachele
per correre da Emma. Perché che
messaggio dai a lei? Il messaggio è Emma
è più importante di te e lei soffre per
questo. Non farle male, eh?
Ok.
Perché io so che tu ci tieni tantissimo,
però così non lo fai vedere.
Fatto.
Per babbo, caro babbo, ti voglio un
mondo di bene.
Davvero sei il mio babbo.
[Musica]
Papo, non ti mettere a piangere.
Sorridi, dai. Un bel sorriso.
Ti piace? Bellissimo.
Rachele era entusiasta, non vedeva l'ora
di avere il papà per lei
e ho visto Ruggero effettivamente
emozionarsi.
Mi sono reso conto che l'amore dei peri
figli deve essere sempre continuo e
costante.
Ho fatto anche con
Lo so, lo so. Quindi così occhi.
Grazie. Prego. Muah.
E le cose iniziano a cambiare un
pochettino. Infatti vedo Emma che gioca
con il papà.
Ci sta.
Il papà si rapporta bene con lei. Non
ripete ogni domanda che fa Emma, ma
proprio la sprona a sperimentare e crea
in lei della curiosità.
Dove lo metti? E
ac
qui
Allora ragazzi, quello che farete sarà
un bel calendario, una specie di
planning della settimana. Utilizziamo
questo cartellone che vedete non ha
nulla. Quello che vorrei che voi facesse
insieme, decidendo insieme chi di voi
due porterà Rachele ad alza. Per
esempio, eh il martedì ci vai tu, il
giovedì ci vai tu. Per gli altri giorni,
uno alla volta, sceglie un'oretta da
passare con Rachele a fare qualcosa da
soli, qualsiasi cosa. Chiaro?
Chiaro.
Va bene.
Per esempio, se c'è danza, lunedì chi ti
ci porta?
Mamma.
No, poi martedì invece
gelato
mercoledì
da un sabato
con babbo si va in città
d'accordo
sui fosti a fare una passeggiata nella
barca sabato non c'è il danza
tutti insieme scrivo.
Ah domenica si fa una gita qualche volta
stiamo in casa a vedere le film e
mangiare popcorn.
Eh,
mangia la pizza.
Cosa succede quando piove? Quando è
brutto fuori che non si può uscire
giocare oppure cucinare.
Eh, bella e ti misura.
A me mi piacerebbe anche
cosa? Cosa? Dillo.
Andare un giorno a cavallo.
A cavallo.
Continuate pure.
Sì.
Vai. Devi anche un bacetto. Non te
mostro.
[Musica]
Vieni.
Il cartellone è finito. C'erano
addirittura le faccine con le emozioni,
la famiglia. mi era piaciuto anche
tantissimo, ero molto soddisfatta. Mi
sembra che insieme si sta andando verso
un percorso di unione familiare e di
gestione di una famiglia molto più
normale.
È arrivato il momento di andare a letto.
Ascolta Rugero, questa notte proviamo a
mettere Emma nella sua stanza, però
bisogna spostare il lettino, quindi
andiamo a farlo adesso. Vieni
veloce.
Tu semplicemente dici andiamo a letto,
invece di andare in camera tua, entri
qui, la metti giù, le dice, "Guarda, ti
aspetta un nuovo amichetto." Poi tu ti
adagi qui sul letto di fianco a lei e tu
attraverso la sponda la carezzi, gli
parli, insomma, fai sentire la tua
presenza. Oko.
Ok. Adesso andiamo a recuperare la
nostra vita.
Sì. Adesso andiamo a letto. Saluta
mamma. D un bacio a mamma. Dai un bacio
a Raachele.
Tu e adesso andiamo
in
via. 1 2 e 3. Guarda un po'.
Ti piace questo nuovo amico? Eh,
hai visto com'è bello? Ci fanno assieme
a lui? Eh, lo attaccante a te.
Su, bravissima.
Hai preso?
Adesso volevo guardare la TV.
Rachele non ha mai goduto di una vera
messa a letto,
quindi ho chiesto a di leggere un libro
insieme a lei.
Questo libro lo leggi te o io? Leggi te.
Sofia non riusciva a prendere sonno. Un
razzo di luna che filtrava tra le
tendeva a cadere obliquamente proprio
sul suo cuscino. Nel dormitorio gli
altri bambini sognavano già da tempo.
Sofia chiuse gli occhi e rimase muovzi
di addormentarsi, ma niente da fare. Il
raggio della luna fonda l'oscurità come
una lama d'argento e andava a ferirla in
piena faccia. Nell'edificio regnava un
assoluto silenzio, non una voce dal pian
terreno, non un passo al piano di sopra.
Dietro le tende la finestra era
spalancata.
La messa a letto di Rachele
e pensavo che era una tragedia.
Immaginavo che fosse molto molto di più
complessa la cosa,
invece ho visto che con poco, con
dolcezza poi le cose si ottengono.
Dopo innumerevoli interventi con questa
famiglia ho visto che finalmente almeno
alcune cose le ho ottenute. C'è più
armonia. La poltrona di Emma è spesso
vuota, la TV è sempre spenta. Rachele
non ha sempre questo computer acceso che
non aiutava di sicuro. C'è un po' più di
comunicazione. I genitori hanno un
pochino capito quali sono i modi di
agire con i figli.
[Musica]
Allora ragazzi, è arrivato il momento di
salutarvi e volevo innanzitutto
ringraziarvi per avermi accolto nella
vostra famiglia. Vi voglio lasciare però
un piccolo ricordo mio, così giusto per
ribadire tutti i concetti che ci siamo
detti. Yael, te lo do a te.
Grazie. Io grazie,
grazie a
grazie a te.
Ciao
Rogero.
Grazie.
Ciaoante. Grazie. Grazie di cuore
Emma.
Ciao. Leggi tu.
Bene.
Ok.
Ciao.
Ciao.
Ciao
ciao.
Ciao
cari Ruggero, Rachele ed Emma. Lasciare
una famiglia con la quale ci ho vissuto,
costruito e gettato le basi per un nuovo
percorso non è mai facile. Una parte di
me vorrebbe restare per vedervi
intraprendere questo cammino giorno dopo
giorno. Eppure so che solo con la mia
partenza imparerete a farlo. Rachele ed
Emma per crescere ci vuole tempo, ma
soprattutto tante esperienze. Solo così
diventerete veramente grandi. Ruggero e
Yael, vi ho dato parecchie regole, ma
prima di salutarvi vorrei lasciarv
un'altra. Bisogna ascoltarsi di più. Non
abbiate paura dunque di esprimere ciò
che avete dentro. Vi porterò sempre con
me. Con affetto la vostra tata Adriana.
[Musica]
Assecondare i bambini in tutto?
Certamente no, ma ascoltarli sempre con
attenzione e pazienza.
Nel chiedere qualcosa ai nostri figli
dobbiamo esprimere un'estrema
autorevolezza che deve essere però
consapevole delle loro capacità.
Mamma, se sei freddolosa non è detto che
lo sia anche il tuo bambino, quindi mi
raccomando, non basare su te stessa le
sue esigenze. Sì.
[Musica]
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